Il nostro cammino non può che cominciare da qui. Dalla più antica delle moderne tecnologie: la Radio Frequency Identification, che affo
nda le sue radici in un sistema denominato IFF (Identification Friend or Foe), utilizzato dagli inglesi nel corso della seconda guerra mondiale. L’apparato, montato sugli aerei alleati, permetteva di distinguerli da quelli dei nemici, semplicemente interrogandolo.
Dagli anni ‘90 è cominciata la vera diffusione dell’RFID, tanto che oggi sono numerose le soluzioni commerciali che sfruttano tale tecnologia (basti pensare al Telepass). Anche la pubblica amministrazione ha implementato soluzioni di questo tipo (un esempio è il passaporto elettronico, che permette di ricevere informazioni non solo sull’identità della persona ma anche sull’utilizzo dello stesso, presentando una cronologia degli spostastamenti dell’individuo). Scegliamo ora 3 domande “classiche” cui abbiamo provato a dare risposta, e che dovrebbero schiarirci le idee:
- Cosa si intende per “Identificazione a Radio Frequenza”?
Vuol dire assegnare un’identità univoca ad un oggetto/animale/persona, in modo da distinguerle in modo non ambiguo, utilizzando piccoli apparati a radio frequenza associati ai medesimi.
- Come funziona un apparato a radio frequenza?
La tecnologia RFID prevede 3 elementi fondamentali: TAG, Reader e Sistema di gestione.
Il Tag è un trasponder a radio frequenza composto da un chip dotato di memoria e connesso ad un’antenna. Può essere integrato in un contenitore, in una smart card o in apparati elettronici. Il tag permette la trasmissione dei dati senza contatto fisico (diversamente dal codice a barre per capirci).
Il Reader è il ricetrasmettitore usato per interrogare e ricevere le risposte inviate dai tag, ed è controllato da un microprocessore.
Il Sistema di gestione (ovvero management system per gli anglofoni) non è sempre presente. Viene utilizzato per collegarsi in rete con i Reader. Permette di ricavare e gestire tutte le informazione associate agli oggetti e utilizzarle allo scopo dell’applicazione.
- Come ricavano l’energia i tag?
I tag, a seconda dell’utilizzo delle fonti energetiche, si dividono in passivi, semi-passivi, attivi. I tag passivi ricavano l’energia rimodulando il segnale proveniente dal reader e riflesso dalla propria antenna. I tag semi-passivi sono dotati di una batteria solo per l’alimentazione del microchip e non di un trasmettitore, dunque in trasmissione si comportano come i precedenti. Infine i tag attivi sono dotati di batterie e incorporano ricevitore e trasmettitore esattamente come i reader.
Per saperne di più scarica il libro bianco dell’RFID

[...] 17 Maggio, 2008 di digitati L’ NFC (Near Field Communication) è una tecnologia di comunicazione wireless a corto raggio che permette a due dispositivi in stretto contatto di scambiarsi dati. Viene fuori dalla combinazione di due tecnologie: Contactless (ISO 14443) e Mobile (GSM). Consente l’accesso a molteplici servizi ed è un tipo di comunicazione bidirezionale, ottenuta grazie al superamento della distinzione tra Reader attivo e Tag passivo cui v’avevamo parlato circa l’RFID. [...]